Sto bene 2, Kevin Nacar

Salve a tutti.
Spero stiate bene.
Come stai?
Nono, non rispondere.
Rispondo io.
Come stai?
Sto bene, grazie.
Oggi sto davvero bene.
Sto di fianco a te.
Scoperta e nuda,
In questo pericoloso e buio mondo.
La tua pelle è sovrumana.
Liscia e setosa e petalosa.
Guardarti sorridere.
Bene mi fa star.
Senza un tuo sorriso non potrei stare.
Mi manchi.
E siamo attaccati.
Mi mancherai.
Quando ci lasceremo.
Mi manchi.
E sto male.
Non poterti toccare.
Abbracciarti o veder il sorriso tuo.
Ancor più male mi fa star.
Come stai?
Sì, sto bene, grazie.
Ma stamani un po' meno.
Non farò troppi giri di parole.
Ma che umor hai?
Sei come una collina all'uggioso ciel:
alti e bassi.
Alti e bassi, agli gironi de lo Inferno.
Stamani mal stavo,
come quando lo Maestro entrò ne la selva oscura.
Tu sei la mia smarrita via.
Mi so' perso ne li occhi tuoi.
Per qual cagion non pensare a li occhi tuoi?
Li occhi tuoi lucevan come una stella,
come il riflesso de la luna nello onde di questo fiume,
di questo perso e terso fiume,
e lo infinito che si aggira al suo interno.
Ma pian piano, al Paradiso, salì le scale: lucevan di poco in poco.
La luce scorgeva fiocamente dagl'occhi tuoi.
E or qui siam arrivati:
tu ed io vicini e giunti e congiunti.
Come le foglie de la siepe del mio giardino.
Come due cuori durante un abbraccio.
Come lo sole e la luna durante un'eclissi.
Come l'atomo d'idrogeno ed ossigeno nel perossido d'idrogeno:
H²O².
Pensav'io che tu non volessi me.
Un brucior m'assalì per cagion di 'sto pensiero,
e 'l foco che ardeva nel cor mio s'accese ancor di più,
quasi a scoppiar.
Come lo foco scoppiettante in un gelido e buio camino.
Come i rametti di legno scoppiettanti e spezzati da un piccolo gigante.
Non pensi che tutto questo sia anormale?
Bèh, io sì. Ma che ci posso far?
So solo che una cosa normale è che ti amo.
Ti amo all'infinito.
Ti ho amato e ti amerò,
fin quando la fiamma
dentro a questo cor non svanisce,
non si spegne.
Poiché, come si dice, se l'amor ricambiato non viene, uno si scoccia.
Ed è vero.
Poi, d'un punto,
la mano mia mi portasti al viso tuo:
alle tue guance,
al tuo naso,
alle tue rosee e carnose labbra.
E pian piano la mia nuvolosa mano poggia sul tuo viso.
E la mossi,
ti accarezzai e ti dissi: ti amo.
Senza dirtelo.
Perché "ti amo"
non si dice solo "ti amo".
Si dice con una carezza,
un bacio,
uno sguardo,
un abbraccio,
un ironico schiaffo,
una passeggiata,
tenersi mano per mano e
guardarsi ne li occhi.
Sto bene. Stamani, peggio.
Ma ora... bene.
Grazie.
Quanto bene oggi mi hai fatto.
Tra una foto e l'altra.
Tra uno sguardo e l'altro.
I m'immergo ne li occhi tuoi.
E non so che dir.
E mi si sciolgono le parol.
Come un ghiacciol'al sole.
Come una foglia al vento.
Come polvere, cenere o pensieri che volano via, oltre la strada, portati da questo turbinoso e tornadoso vento.
Le parol sì che si sciolgono.
Per qual cagion che ancor io non so.
Una me n'è rimane, anzi due.
Ti amo.
Ti amo quando mi hai scritto.
Ti amo quando io ho scritto te.
Ti amo quando mi hai fatto ridere.
E ti amo, sempre.
Una tua foto mi hai mandato.
Non so di special cosa aveva.
Ma era bella.
Ti direi che era bella come la luna.
Ma direi una bugia.
Ti direi che era bella come il sole.
Ma direi una bugia.
Ti direi che era bella come le stelle.
Ma direi una bugia.
Sei bella, punto.
Paragonabile o no, sei unica.
È come se fossi la Beatrice mea.
Ed è qui, che mentre ti fisso,
Quando impetuoso i tuoi occhi,
Le tue labbra e quel petaloso e sovrumano nasino.
Distolgo e dico, ti amo.
-
Potrebbe essere l'inizio di un nuovo capitolo, anche se, più che capitolo lo chiamerei cambiamento psicofisico,
Quindi:
PARTE 2
Un mare di dolore.
Come stai?
Sto bene, grazie.
Anche se mi ritrovo qui.
In questo mare di dolore.
E sto male.
Perché ti penso.
Penso ai tuoi occhi e a tutte quelle cose che, mi fanno pensar sempre più a te.
Non so che dir.
Ho un vuoto.
Un perso, terso, buio e incolmabile vuoto.
Adesso, cercherò di esprimere tutto il mio dolore, il rancore che ho dentro.
Non credo che ci riuscirò.
È così forte e così grande che le parole non sono in grado di trasmettere.
Tu sei come una foglia al freddo vento.
Ti avvicini.
Mi illudo di prenderla e poi...
E poi scappi, voli via dal vento,
Da questo bastardo, che tu porta via, ogni volta che la fiamma s'accende un po di più.
Non solo il dolor che prov'io resta muto sulla carta, ma anche l'amor che ho per te non trova voce.
Detto ciò, mi pare ovvio che io non sia in grado, attraverso parole o stupidi disegnini di rappresentare quanto ti amo.
È un amore così immenso quanto sovrumano.
È un amore così concreto quanto astratto.
Mi fermerò a dir ti amo.
Ma sai qual è cagion per cui rabbia m'assale?
Che tutti gli altri, al primo sguardo se n'è innamorano.
Che tutti gli altri, al primo sguardo dicono: quando la amo.
Non li biasimo.
Tutti son bravi ad amare.
Ma non tutti sono bravi ad aspettare.
Alla prima donzella, prendono e fuggono.
E ti lasciano là, da sola, mentre ti chiedi: perché non lho fatto?
Potevo e non volevo e adesso, voglio e non posso.
Non sai quanto ti amo, come non sai quanto ti penso.
Sto bene, nel mio mar di dolor.
Come stai?
Sto malissimo.
Mi trovo qui sospeso.
Su una corda, sottile e alta.
Qui sotto c'è il mare.
Un mare di dolor.
E per cagion di ella,
Si è trasformato in un oceano di dolore.
Di malinconia.
Un oceano di lacrime.
Un oceano di pensieri.
Un oceano di coltellate.
Oramai è arrivato qul punto.
La transizione tra il purgatorio e il paradiso, come direbbe lo Maestro.
Ma io un passo indietro feci, e rientrai ne la selva oscura, ne la smarrita via, mentre cerco i tuoi occhi.
Ho perso qualcosa che non riesco a nominare.
Ho perso qualcosa ch'era cagion de lo sorriso mio.
Ho perso qualcosa ch'era cagion de la felicità mia.
Ho perso qualcosa per cui mi svegliavo ogni mattina, col sorriso, e col pensier di veder li occhi tuoi.
Sto piangendo.
Sto male.
Mi sto deprimendo su oramai questo perso amore.
Mi sto deprimendo su oramai questa nulla relazione.
Tutti a parlar bravi son.
Fin quando non vivon co li occhi miei e non amano col cor mio.
Ti ho perso, e mi hai lasciato quando ne avevo più bisogno.
Ti amavo.
E non era una cotta.
Ti amavo davvero.
Per te li sentimenti miei più grandi ho cacciato.
Per te le lacrime più aspre ho cacciato.
Per te.
Non sai quante cose abbia fatto.
Non sai quante volte mi sono buttato da questa sottile corda.
Per atterrare sempre sulla tua spalla.
Di fianco a te.
Ma adesso?
Non ti trovo più.
Non so più a chi appoggiarmi.
E non so, come fare senza di te.
Mi è appena scesa una lacrima.
Scusate.
Ma non riesco più a tenere tutto dentro.
E sono stanco.
Non perché stamani mi sia svegliato presto.
Non perche abbia corso.
Perché non si è stanchi solo dopo una corsa.
Ma si è stanchi per sorreggere tutto quello che qui dentro sta crollando.
Per sorreggere tutto quello che vuole scoppiare.
Che vuole parlare, urlare, piangere, battere contro un muro e non uscire più.
Mi fa male.
Le parole non bastano al dolor ch'io sto provando.
Non riesco più ad amare.
Mi hai lasciato solo.
Su questa sospesa corda.
Non ti dimenticherò.
Non ti sostituirò.
Non farò finta che non sia successo niente.
Non farò finta che non ti abbia mai amato.
Non farò finta che tu non mi abbia mai avvelenato, in questo sporco amore.
"È una tossica relazione"
Ho visto che sei brava nel cacciare immense stronzate.
Non era tossica.
Era amore.
Semplicemente ti amavo.
Semplicemente di te mi fidavo.
Semplicemente ti amavo.
Ti amo, e continuerò ad amarti, pur amando un altra donzella.
Forse.
Tu per me eri veleno.
Io per te.
Ero solo un problema.
Sto bene.
Ma il mio mare di dolore si sta innalzando sempre di più.
Fa male.
Mi fai male.
Fa male non essere creduto.
Fa male non essere ascoltato.
Fa male non poter dire ti amo.
Fa male, quando nessuno ti capisce.
E non so più come far.
Ogni giorno senza te è una tortura.
È come vivere dieci anni senza ossigeno.
Si morirebbe, perciò.
Mi manchi sempre di più.
Nonostante tu ci sia ancora.
Ma non col cuore.
Sapendo che l'unica cosa che mi serviva era un tuo abbraccio.
Quando quella mattina mi svegliai depresso ma col sorriso, perché "adesso la vedo, e le do un abbraccio" .
E invece no.
Invece quella mattina eri fredda.
Eri distaccata.
Non ti capivo.
E quando la notizia giunse a me.
E quando la notizia mi attraversò.
Mi torturò silenziosamente.
E mi sta continuando ad uccidere.
Tu sei la cagion di ogni mia azione.
Ogni parola di esto monologo è per te.
Ogni parola di esto monologo era per l'amore ch'io provavo, e provo, per te.
La gente non crede.
Non crede che un cazzo di ragazzo possa amare!
Non crede che un cazzo di ragazzo possa dire "non è solo una cotta"!
Non crede che un cazzo di ragazzo,
Questo ragazzo, non possa amare.
Non possa dire "ti amo"
Ma io non ti direi ti amo.
Ti direi ti amo in tutte le lingue del mondo.
Scriverei una trilogia di soli ti amo.
Di soli: ti guarderei nelli occhi cento volte, e ogni volta innamorarmene sempre di più.
La gente può vedere quel ch'io provo ai suoi occhi.
Ma...
La gente non può amare col cor mio.
La gente non può piangere.
Deprimersi.
Uccidersi.
Consumarsi dentro.
Prendersi a schiaffi.
Sentirsi sbagliati.
Per te.
D'all'ora ho un vuoto.
Che non riesco a spiegar.
Ho un incolmabile vuoto.
Un buio,
Freddo,
Lugubre,
Echeggiante e spoglio vuoto.
Come se avessi perso il potere di amare.
Ci provo, provo ad amare le altre.
Ma solo ai tuoi occhi io mi sciolgo.
Solo pensando a te sorrido.
Solo stando accanto a te sto bene.
È nato tutto da un "come stai?",
Ma è diventata un ossessione.
Mi hanno posto la domanda "cos'è la magia per te?"
La magia è quella cosa che non riesci a spiegare,
Quella cosa che nonostante non ci sia, tu la pensi sempre.
La magia è una cosa bellissima.
Perché accade, e non sai perché.
Quando vuoi, io sono qui.
Ti aspetterò.
Fino a quando questo amore non mi consumerà.
Sono qui.
Quando vuoi un abbraccio,
Quando vuoi un bacio,
Quando vuoi parlare,
O semplicemente darmi uno schiaffo.
Non so cosa ti abbia fatto.
Non so cosa tu abbia fatto a me.
Ma ti amo.
Ti amo troppo per stare con te.
Mi consumerei giorno dopo giorno.
Sto bene.
Ma il dolore mi è arrivato alla gola.
Sto soffocando, piano piano.
E non so più come far.
Finirò per andar via.
Per scendere giù ai gironi dell'inferno.
Spero che un giorno torni, prima che io sia finito.
Ogni giorno mi sento sempre più vuoto.
Le lacrime che si cacciano per amore non sono le stesse che si cacciano per le altre cose.
Sto continuando a stare male ogni giorno.
E non so come far.
Senza di te mi sento perso e terso.
Chissà quante volte l'avrò detta questa cosa, e la dirò altre mille volte.
Fin quando non ti entrerà in testa.
Ti ho accolto.
Ti ho preso tra le braccia mie.
Ti ho protetto.
Ti ho amato.
Ma fuggisti.
Come una foglia al vento.
Come sabbia al mare.
Come una colomba nel cielo.
Amar la vita è bellezza.
Ma amar la vita senza essere amati dalla vita è noia.
È dolor'e sofferenza.
Ti amo.
Ma non so come.
Semplicemente ti amo.
Non c'è una spiegazione.
Non so come sia successo e stia continuando a succedere.
Non mi faccio problemi ad amarti,
Ma mi faccio problemi del perché tu non mi ami.
Ti amo così nudamente e sperdutamente.
Perché non ho amato ma così tanto.
E ne conosco altre forme d'amore e di bellezza oltre alla tua.
Forse lo stupido sono io.
L'amor non si chiede.
L'amor non si cede.
L'amore non si cerca, negl'angoli o negli spazi bui del mondo.
L'amore si trova.
E non sempre l'amor vero si trova.
Ma è amor vero quando è dolor.
Pensa te.
Ti amo e ti odio.
E il mio amor è nato dal mio odio verso te.
E viceversa.
E ti odio quanto ti amo.
"L'amor è tutto rosa e fiori, l'amore è bello", dicono.
Certo.
L'amore è bello e su questo tutti conveniamo.
Ma per cagione dell'amore noi stiamo male.
Per cagione dell'amore noi siamo prima felici, e poi tristi.
Mentre sprofondiamo in un abisso.
Un abisso di dolore,
Un abisso di frustrazione,
Un abisso di lacrime,
Un abisso di tagli.
Non ci accorgiamo mai quanto amiamo una persona,
Fin quando non ci troviamo faccia a faccia al dolor che esto ci prova.
Fin quando non esploriamo i sentimenti che esto ci dà.
Non ci rendiamo mai conto.
Fin quando non sopravviviamo al dolor e alle lacrime di questo amore.
Mi hai lasciato solo.
Qui.
A parlare con le pareti.
A parlare con una sedia vuota e una candela oramai spenta.
Con un'ombra che non so neanche se è la tua.
In tutto quel tempo ti ho sentita.
Ti ho sentita piangere.
Ridere.
Parlare.
E amare, si certo.
Anche se per poco, hai amato.
Hai amato quello ch'io facevo ed ero.
Bastava una tua parola o un tuo sguardo per zittire i demoni dentro questa testa.
Demoni che sono loro a parlarmi.
Bastava una tua parola per pietrificare tutto il caos intorno a noi.
Bastava una tua parola per dissolvere la pioggia, per farla fermare, anche solo per un secondo.
Per far uscire quel soave raggio di sole, che bastava come preludio per illuminare le stelle nei tuoi occhi.
Ora tu ci sei, in un certo senso.
Mi ritrovo da solo con la mia voce, che si spezza ogni sera dai pianti e da lacrime.
La candela si è spenta fuori.
Ma dentro è sempre accesa, alta e luminosa, per quel poco di amor ch'è rimasto fra noi.
Sto bene. Ma ogni notte ti ho cercato. Ogni notte nei miei sogni, ti ho incontrato. Nei miei sogni ci siamo baciati e siamo rimasti lì, per ore.
La paura. Di perderti. Di perdere la persona ch'el sorriso mi dà. Mi ha svegliato. E mi continua a svegliare ogni notte.
Mi piace ricordarti com'eri prima. Com'eri quando sorridevi. Quando ancor amor per me dimostravi. Quando ancor amor per me si dissolveva nell'aria, Come fumo al vento e sale in acqua.
Nella mia testa oramai non c'è niente più. Solo buio. Il buio di questi abissi.
Con la speranza di trovarti, e di abbracciarti.
T'accarezzerei fino a consumarmi. Perché tu sei sì delicata e flebile. Perché tu sei sì fragile. Fragile come un fiore che germoglia in primavera su un sottile stelo.
Che'l vento quasi a portarselo via. Lontano e dietro a quelle montagne, lungi da me.
Or quasi a la conclusione siamo arrivati, la fine d'un era. Quel che io sono stato, vivo e morto in un solo germoglio.
Come quel che io sono stato, nato e morto, in un solo giorno, come la soave e breve vita di una farfalla.
Io non chiedo ancora perché non m'ami. Perché dopo tutto esto tempo, tu non posi le tue labbra, sulle mie.
Perché non alimenti ancor l'arder del mio cuore.
Cuore che per cagion tua continua a battere
Ti amo, Ma ahimè, so che il mio cuor non potrà mai averti affianco. Ahimè, so che il mio cuor mai potrà battere per un tuo bacio. E ahimè, che il mio cuor mai potrà provar le gioie dell'amore, quello vero, quello struttuggente e distruttivo.
Io folle che fui, a sperar per tutto questo tempo di essere amato.
Stupido io? O tu, che non hai mai voluto?
Oramai io già mi sono perso. In questo tornado e abisso di dolore. Oramai io già sono caduto, Da questa sottile corda, nel vuoto, nel dolore e nelle lacrime.
Ti amo, con un sentimento così forte, da dimostrarlo con la morte.
Ti amo.